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OGNI UNO E' UN GENIO MA SE SI GIUDICA UN PESCE DALLA SUA ABILITA' DI ARRAMPICARSI SUGLI ALBERI, LUI PASSA TUTTA LA VITA A CREDERSI STUPIDO. Albert Einstein (segnalata da Stefano Ziggiotto)

TERAPIA BREVE: UN INIZIO COLLABORATIVO PORTA ALLA RISOLUZIONE DEI PROBLEMI

Lo studio effettuato nel Centro di Consulenza dell’Università di Palermo ha trovato che la “relazione reale” valutata sia all’inizio che al termine del trattamento è altamente predittiva dell’esito della terapia breve per quei clienti che continuano il trattamento dopo le prime sedute.

Nello specifico, prendendo in considerazione un campione di 50 clienti, di cui 18 avevano seguito la terapia fino all’ottava seduta e 32 l’avevano interrotto dopo la terza seduta, sono state analizzate le valutazioni dei clienti e dei terapeuti circa il trattamento stesso, sia dopo la terza seduta che dopo l’ottava.

In linea con altri studi precedenti, che avevano individuato come le variabili correlate alla relazione che si istaura tra paziente e terapeuta possano avere un ruolo importante nel predire il successo della terapia, gli autori si sono posti l’obiettivo di esaminare se, tali variabili, e in particolare la relazione reale fosse maggiormente predittiva per quel gruppo di clienti che avevano continuato il trattamento fino all’ottava seduta.

Il concetto di relazione reale fa riferimento al modello della relazione terapeutica sviluppato da Gelso e collaboratori. In questo modello, la relazione reale è stata definita come “il rapporto personale esistente tra due o più persone che si riflette nel grado in cui ciascuno è autentico, percepisce e vive l’altro in maniera positiva e senza difese” (Gelso, 2009, pp 254 - 255).

Lo studio ha individuato che, sia per i clienti che per i terapeuti, la relazione reale che si istaura sin dalle prime sedute ha un’importanza notevole e predice il successo della terapia. Al contrario, ciò non è stato riscontrato dalle valutazioni dei clienti che hanno interrotto la terapia dopo le prime sedute; per costoro, invece, il successo della terapia era strettamente collegato ai “compiti” che venivano “assegnati” dai terapeuti.

Anche le valutazioni dei terapeuti confermano questi risultati. Per quest’ultimi, inoltre, risulta altrettanto importante la percezione di collaborazione da parte del cliente al processo di cambiamento.

 

 

Tratto da:

GULLO S. et al. (2012). Early and Later Predictors of Outcome in Brief Therapy: The Role of Real Relationship. In «Journal of Clinical Psychology», 68, 614 – 619.

Tradotto da Dott.ssa Vittoriana Manosperta